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Anche
oggi salendo a Montemignaio alto troviamo la scritta
“Castello”. Questo infatti era l’antico Maniero dei Conti
Guidi.
Dalle fondamenta murarie rimaste e da quanto si è potuto
apprendere dalla viva voce di alcune persone più informate,
questa era all’incirca la pianta castellana:
Come si può ben rilevare le mura del castello avevano forma
rettangolare. Attraverso quattro porte si accedeva alla
Rocca. La porta che ora ci immette nel castello è recente;
fu aperta per comodità degli abitanti che dimoravano dentro
le mura. Sembra che da questa parte si trovasse il vecchio
fossato a secco che difendeva la Rocca da sud-ovest.
Una storia molto suggestiva è legata a questa campana. Quando
nel 1809 i soldati francesi invasero Montemignaio
e si resero padroni di questo castello che si era alleato
con gli aretini, tentarono di rompere la campana che aveva
suonato a raccolta contro di loro. Non avendo potuto far
questo per la sua pesantezza, portarono via il battaglio
che fu poi ritrovato presso un fabbro di Rovezzano e riportato
in paese come un prezioso trofeo.
Dentro la cinta muraria si trova l’antica dimora del Conte
che si chiama Palagio. Insieme al Conte e alla sua famiglia
abitavano il Palagio cortigiani, cavalieri e soldati.
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Il
Palagio, benché un poco fatiscente, è costruito in pietra
a filareto e con finestre gotiche. Appoggiata al Palagio
c’è una loggetta sorretta da due colonne tozze e con tetto
in lastre. Nel cortile del Palagio si conserva ancora una
piccola cisterna scavata nello scoglio. Essa raccoglieva
le acque piovane ed era anche rifornita da un acquedotto
in terra cotta di cui si sono ritrovate alcune tracce.
Tuttavia maggiore interesse desta la Grande Cisterna, addossata
al poggio. Per mezzo di una comoda scala si scende nel pavimento
a smalto. La cisterna è fatta a crociera ed è sorretta da
un pilastro centrale; Le pareti costruite in pietra ben
squadrata e ricoperte di un intonaco impermeabile hanno
lo spessore di tre metri. Si poteva attingere acqua anche
da una apertura praticata in alto. Oggi la cisterna è nascosta
dal cemento e insieme a molte costruzioni rimaste dentro
la Rocca, avrebbe urgente bisogno di restauro.
Al centro della Rocca è situata l’antica chiesetta chiamata
di “Sant’Agata” ma dedicata a Santa Maria della Neve. E’
stata di recente restaurata a cura della Soprintendenza.
L’interno è intonacato a calce con pietra a vista, il pavimento
è in cotto e il soffitto a pianelle è sorretto da due capriate.
Di notevole bellezza è il portale gotico in pietra. Gli
stipiti all’altezza dell’architrave dovevano essere forniti
di capitello ora scomparso. L’architrave reca una scritta
illeggibile. Sotto l’ogiva è scolpita una pecora. Essa ricorda
l’aggregazione di Montemignaio alla Montagna Fiorentina
e forse colui che ha fatto costruire questo piccolo edificio
apparteneva alla corporazione della lana, Il portico antistante
è sorretto da un pilastro e da due colonne in pietra che
animano tutta la costruzione donando le una certa leggerezza
e grazia. il muro di sinistra della chiesetta faceva parte
delle antiche mura di cinta.
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