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La
Torre
Vari stemmi, alcuni di essi molto danneggiati dal
tempo figurano nella facciata della torre.
Nella torre ci sono due campane. La maggiore di esse
fu ricolata da Giovanni Andrea Beradi da Geresole in
Piemonte, il giorno 27 Marzo 1690 e fu battezzata
con i nomi di Maria Madre di Dio e delle Sante
Agata, Barbara, Cristina e Gertrude la Magna.
L’altra campana, ossia la minore, presenta una
fattura molto più antica. Infatti un semplicissimo
ornato a foglie rivela un’arte quasi barbara.
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La
facciata laterale e il retro
Anche
le facciate laterali ed il retro sono il completamento
di tutta l’architettura del Palazzo. In queste facciate
il modesto finestrone con l’arco a sbarra si mostra
ampio e bene equilibrato nelle proporzioni del suo
vano. Le finestrelle a troniera, come
nel davanti, si ripetono in modo dissimmetrico anche
in queste facciate secondarie dell’edificio e ricordano
di aver portato il loro contributo di luce agli
ambienti del piano terreno allora abitati dai soldati
e dai famigli.
La
Cisterna
Il Castello à fornito di una grande cisterna,
opera anch’essa attribuita a Jacopo di Baldassarre
Turriani di Poppi. Si accede ad essa da un piccolo
uscio che esiste nel cortile di fianco all’ingresso
principale e scendendo una scaletta, parte scavata
nella muraglia e parte creata nel vano
della cisterna stessa. Questa cisterna, per quanto
monumentale, tuttavia non era la sola. Un’altra
cisterna che si ritiene fosse la primitiva del Castello
si trova al centro del cortile.
Il
Cortile e il Piano Terreno
Il Cortile del Castello ci offre una veduta
veramente splendida. Diverse epoche concorsero ad
abbellire con l’arte questo interno. Al piano terreno,
a sinistra di chi entra, c’è una sala la quale dovette
servire un tempo a custodire le armi, gli arnesi
della guerra e le armature dei soldati. In mezzo
alla sala sorge una colonna che sorregge il soffitto
a cassetto di particolare bellezza. Nella parete
di questa sala, sopra la porta di accesso e poco
sotto un’ intravatura del soffitto, esiste una piccola
cassaforte a muro con sportello ferrato e tutto
intorno una decorazione in pietra. Proseguendo
dalla stessa parte di sinistra si nota una grande
porta che dà accesso agli alloggi della servitù
e, tramite una scala, si entra in un sotterraneo
coperto a volta che serviva da cantina.
A destra del cortile si può vedere una porticina
di puro stile trecentesco e una piccolissima finestra
ferrata. In fondo al cortile, una grande
porta dell’epoca, dava comunicazione un tempo con
gli spalti del Castello e rendeva possibile l’esplorazione
del fossato dalla parte di dietro.
Scale,
Pareti, Ballatoi
Il
complesso del cortile, delle scale, delle pareti
e ballatoi, nei suo insieme, colpisce per la sua
originalità e grandiosità delle linee. A destra
dell’ingresso si presenta la scala principale preceduta
da una porta ad architrave. Fra gli
stemmi che adornano l’architettura di questa scala,
è molto ammirato quello di Piero di Salvestro Lapi
Vicario nell’anno 1497, costituito da un mulo bardato
che fa da cariatide ad una delle mensole della scala.
Accanto al mulo sono descritte le imprese di quella
casata. Alla sommità della scala e collocata
la figura di un guerriero coperto di armatura e
di manto, scolpita in
pietra, che fa da cariatide e rappresenta
il Conte Guido di Simone da Battifolle. Di fronte
ad essa una colonna eccentrica, di sostegno al tetto,
la quale poggia su mensole sovrapposte e sporgenti
l’una sull’altra, per cui il centro di gravità di
questa colonna si proietta nel vuoto.
La parete sinistra del cortile interno è tutta ornata
di stemmi, tre dei quali fatti in terra Della Robbia.
Questi stemmi appartenevano a quasi tutte le più
cospicue e nobili famiglie di Firenze.
Il
Salone
Sulla
parete di sinistra si può ammirare un dipinto chiuso
in cornice rappresentante la Vergine con Bambino
nudo, di scuola botticelliana. Nella
parete di fondo c’è un quadro della scuola pèrugina
e fiorentina, attribuito da alcuni a Raffaellino
del Garbo e da altri a Cerino da Pistoia. La cornice
del quadro si attribuisce al Botticelli.
Gli stemmi in alto, che giro giro si vedono nel
salone, sono delle varie famiglie che furono ospiti
della famiglia Guidi. Sempre nelle pareti di cima
e di fondo, racchiusi dentro un triangolo, si possono
osservare due stemmi appartenenti alla Casata dei
Guidi. Dai finestroni si mostra allo
sguardo del turista un meraviglioso panorama avente
per scenario tutta la vallata del Casentino incoronata
dalle montagne del Pratomagno che protendono le
loro braccia e dal maestoso sasso della Verna.

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