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Il Palazzo meglio conservato e più rappresentativo per la storia dei castelli del Casentino è certamente quello di Poppi, la cui struttura architettonica conserva quasi tutto lo splendore della sua primitiva arte. Nell’edificio si leggono molto bene due epoche distinte di costruzione. La parte destra della torre, per chi osserva, è la più antica e fu costruIta ad un solo piano. Mentre la parte sinistra, più recente, fu costruita a due piani: il primo ed il secondo. La prima parte è attribuita a Lapo e la seconda ad Arnolfo di Cambio.  

La munizione

Come in tutti i castelli medioevali anche in questo, vicino al fossato e a contatto con il ponte levatoio, fu costruita una piccola torre chiamata Munizione. Essa ha forma rettangolare ed è fornita di due porte, con arco quasi rotondo, una esterna e l’altra interna ed è coronata di merlatura guelfa. Il suo interno è a volta a crociera e il piano terreno a mattoni. La Munizione è separata dalla facciata principale del Castello dagli spalti ed è da essa che si poteva calare o alzare il ponte levatoio. Al posto del ponte levatoio c’è rimasto un piccolo ponte murato. Sul davanti e nelle pareti interne della Munizione figurano stemmi, alcuni ben conservati ed altri consunti dal tempo, appartenenti ai vari Vicari e Commissari che amministrarono il feudo sotto la Repubblica Fiorentina e sotto i Medici.

La facciata centrale

La facciata principale è divisa in due parti dalla torre. La parte destra ha un solo ordine di finestre bifore, mentre la sinistra ha due ordini di bifore. Nella prima parte le bifore sono due e si elevano sopra un fascione in pietra. Ogni bifora è decorata da due pilastrini d’angolo e da una colonnina centrale, gli uni e l’altra senza base, sui quali s’impostano gli archi trilobati e la griglia contenente le decorazioni ornamentali e araldiche. La parte sinistra ha due ordini di finestre bifore che poggiano sul solito fascione in pietra, corrispondenti ai due piani dell’edificio che servi di abituale dimora per la famiglia feudale. Queste finestre,sebbene barbaramente mutilate delle loro primitive decorazioni che le ridusse a luce rettangolare, conservano tuttavia importanti avanzi della loro primitiva architettura. Di queste sei finestre che adornano la facciata della parte sinistra, soltanto una del primo piano e due del secondo conservano in parte la decorazione superiore ai vani trilobati. La porta principale, posta senza simmetria nella parte sinistra della facciata e vicino alla torre, era ad arco tondo o a tutto sesto.  

La Torre

Vari stemmi, alcuni di essi molto danneggiati dal tempo figurano nella facciata della torre. Nella torre ci sono due campane. La maggiore di esse fu ricolata da Giovanni Andrea Beradi da Geresole in Piemonte, il giorno 27 Marzo 1690 e fu battezzata con i nomi di Maria Madre di Dio e delle Sante Agata, Barbara, Cristina e Gertrude la Magna. L’altra campana, ossia la minore, presenta una fattura molto più antica. Infatti un semplicissimo ornato a foglie rivela un’arte quasi barbara.

La facciata laterale e il retro

Anche le facciate laterali ed il retro sono il completamento di tutta l’architettura del Palazzo. In queste facciate il modesto finestrone con l’arco a sbarra si mostra ampio e bene equilibrato nelle proporzioni del suo vano. Le finestrelle a troniera, come nel davanti, si ripetono in modo dissimmetrico anche in queste facciate secondarie dell’edificio e ricordano di aver portato il loro contributo di luce agli ambienti del piano terreno allora abitati dai soldati e dai famigli.

La Cisterna

  Il Castello à fornito di una grande cisterna, opera anch’essa attribuita a Jacopo di Baldassarre Turriani di Poppi. Si accede ad essa da un piccolo uscio che esiste nel cortile di fianco all’ingresso principale e scendendo una scaletta, parte scavata nella muraglia e parte creata nel vano della cisterna stessa. Questa cisterna, per quanto monumentale, tuttavia non era la sola. Un’altra cisterna che si ritiene fosse la primitiva del Castello si trova al centro del cortile.

Il Cortile e il Piano Terreno

  Il Cortile del Castello ci offre una veduta veramente splendida. Diverse epoche concorsero ad abbellire con l’arte questo interno. Al piano terreno, a sinistra di chi entra, c’è una sala la quale dovette servire un tempo a custodire le armi, gli arnesi della guerra e le armature dei soldati. In mezzo alla sala sorge una colonna che sorregge il soffitto a cassetto di particolare bellezza. Nella parete di questa sala, sopra la porta di accesso e poco sotto un’ intravatura del soffitto, esiste una piccola cassaforte a muro con sportello ferrato e tutto intorno una decorazione in pietra. Proseguendo dalla stessa parte di sinistra si nota una grande porta che dà accesso agli alloggi della servitù e, tramite una scala, si entra in un sotterraneo coperto a volta che serviva da cantina. A destra del cortile si può vedere una porticina di puro stile trecentesco e una piccolissima finestra ferrata. In fondo al cortile, una grande porta dell’epoca, dava comunicazione un tempo con gli spalti del Castello e rendeva possibile l’esplorazione del fossato dalla parte di dietro.

Scale, Pareti, Ballatoi

Il complesso del cortile, delle scale, delle pareti e ballatoi, nei suo insieme, colpisce per la sua originalità e grandiosità delle linee. A destra dell’ingresso si presenta la scala principale preceduta da una porta ad architrave. Fra gli stemmi che adornano l’architettura di questa scala, è molto ammirato quello di Piero di Salvestro Lapi Vicario nell’anno 1497, costituito da un mulo bardato che fa da cariatide ad una delle mensole della scala. Accanto al mulo sono descritte le imprese di quella casata. Alla sommità della scala e collocata la figura di un guerriero coperto di armatura e di manto, scolpita in pietra, che fa da cariatide e rappresenta il Conte Guido di Simone da Battifolle. Di fronte ad essa una colonna eccentrica, di sostegno al tetto, la quale poggia su mensole sovrapposte e sporgenti l’una sull’altra, per cui il centro di gravità di questa colonna si proietta nel vuoto. La parete sinistra del cortile interno è tutta ornata di stemmi, tre dei quali fatti in terra Della Robbia. Questi stemmi appartenevano a quasi tutte le più cospicue e nobili famiglie di Firenze.

Il  Salone

Sulla parete di sinistra si può ammirare un dipinto chiuso in cornice rappresentante la Vergine con Bambino nudo, di scuola botticelliana. Nella parete di fondo c’è un quadro della scuola pèrugina e fiorentina, attribuito da alcuni a Raffaellino del Garbo e da altri a Cerino da Pistoia. La cornice del quadro si attribuisce al Botticelli. Gli stemmi in alto, che giro giro si vedono nel salone, sono delle varie famiglie che furono ospiti della famiglia Guidi. Sempre nelle pareti di cima e di fondo, racchiusi dentro un triangolo, si possono osservare due stemmi appartenenti alla Casata dei Guidi. Dai finestroni si mostra allo sguardo del turista un meraviglioso panorama avente per scenario tutta la vallata del Casentino incoronata dalle montagne del Pratomagno che protendono le loro braccia e dal maestoso sasso della Verna.   

 
 
  Castello di Poppi

 

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