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Romena
si trova nel comune di Pratovecchio. Il famoso castello
sorge sulla cresta di un colle da dove si domina gran parte
della vallata Casentinese. E’ una delle rocche toscane più
ricche di memorie storiche. Per molto tempo fu lasciato
in completo abbandono ma un poco alla volta, prima dal proprietario
e poi dallo Stato, ha riacquistato parte della sua bellezza.
Oggi osservando quello che resta, possiamo ben immaginare
quanto grandioso e imponente sia stata l’antica fortezza.
Essa era infatti composta da tre torri principali e da undici
torrini che rinforzavano la cinta esterna delle mura. La
parte centrale, che era costituita da uno spazioso cortile
(piazza d’armi) circondato da una possente muraglia menata,
era percorsa lungo tutto il suo perimetro da un cammino
di ronda sostenuto da beccatelli. Dava accesso alla piazza
d’armi una sola porta. Invece la
cinta esterna del castello aveva tre porte di cui due sono
ancora in buono stato. La cinta esterna delle
mura misurava circa 500 metri. Al tempo dei Guidi per difendere
tutto il castello è da ritenere che la guarnigione fosse
di almeno mille uomini, due soldati per ogni metro. Le due
cinta di mura assai alte e le tre torri molto solide dovevano
costituire un baluardo imprendibile, quando gli eserciti
disponevano soltanto di armi bianche e i difensori erano
in numero sufficiente e ben addestrati. Lo spessore di tutte
le mura, dotate di cammin di ronda continuo, era di circa
un metro ed essendo tutte in pietra e murate a calce viva
(senza sabbia) costituivano un ostacolo veramente molto
solido.
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IL
CASSERO aveva una pianta assai irregolare con quattro lati
di cui uno faceva parte integrante della cinta esterna delle
mura. Nel lato frontale rivolto verso Nord si trovava e
si trova aperta una porticina. I
due lati, verso Levante e Ponente, erano protetti dalla
cinta esterna delle mura. Faceva
parte del Cassero
la torre del Mastio che è la più alta e la più solida
delle tre torri. Il MASTIO è una torre costituita da mura
dello spessore
di metri 1,80. La solidità di questa costruzione
non fu deturpata neppure dalle cannonate dell’ultima guerra.
Il Mastio aveva una duplice funzione: doveva rinforzare
la cinta esterna delle mura per proteggenla dall’attacco
più pericoloso proveniente
dalla selletta del costone; doveva costituire anche
l’estrema resistenza dei difensori. L’unico accesso al Mastio
si aveva al secondo piano e dall’interno del Cassero.
La breccia aperta a pianterreno non esisteva e
fu scavata per usi agricoli più tardi. Attraverso
una botola i difensori superstiti potevano calarsi con scala
a corda in un lungo sotterraneo che portava lontano all’esterno
in località segreta. Addossata alla fronte del Cassero
e posta a sua protezione era la POSTIERLA. Essa aveva un
ponte levatoio che veniva sollevato in caso di attacco,
sotto il ponte vi era un fossato a secco. La Postierla,
perché
era attaccata al Cassero, era l’unica che aveva i beccatelli
soltanto dalla parte del ponte levatoio.
Nella Postierla si aprono, a piano terra, due grandi vani
ad arco. Uno si chiudeva praticamente con l’alzata del Ponte
levatoio e l’altro con una porta. Alla Postierla si accedeva
dal primo piano che permetteva di raggiungere con scale
un’altra porticina in alto da cui si giungeva nel cammin
di ronda. Tutte e due queste porte sono perfettamente conservate.Al
piano terra, sul corridoio che collegava i due grandi portali
d’ingresso e in cui si aprono le due porticine dei Rivellini,
domina una volta che portava sull’asse centrale due botole
da cui i difensori gettavano sassi e olio bollente sugli
attaccanti che, riusciti a sfondare il ponte levato io,
erano ora alle prese con la porta interna.Purtroppo gran
parte del Cassero vero e proprio che occupava tutto lo spazio
fra Mastio e Postierla, è crollato. Esso doveva essere assai
bello per la veduta che si godeva da tutte le finestre dell’unico
piano e per la simpatica corte centrale dove era il pozzo
e resta ancora la cisterna. Solo la parte di Levante rimasta
in piedi, fu adattata nei secoli successivi per crearvi
l’abitazione e gli uffici del Podestà. La casa del Podestà
fu lasciata in piedi quando i nuovi proprietari del castello
fecero togliere nel 1860 la casa per coltivatori che vi
era stata appoggiata contro.
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