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Il
Castello di San Niccolò si trova arroccato con poche case
sopra il paese di Strada in Casentino. Per raggiungerlo
si varca il ponte del fiume Solano e ci si inerpica per
una stradina tutta giravolte fino all’antico borgo medioevale.
Appena arrivati ci troviamo dentro le mura del castello.
Infatti questo era difeso da quattro ordini di mura che
giravano intorno al villaggio e alla Rocca. Nel villaggio
c’erano gli alloggi della guarnigione e dei loro familiari.
Anche la Chiesa, dedicata a San Niccolò, era parte integrante
del villaggio mentre dentro la Rocca c’era la cappella privata
che serviva al Conte e alla sua famiglia. La chiesetta è
stata purtroppo abbandonata e minaccia di cadere.
In
fondo al villaggio fu costruita la torre civica di struttura
un po’ pesante sopratutto nella enorme raggiera dell’orologio.
Essa accoglie una campana che porta incisa questa scritta:
“Mentem sanctam spontaneam Deo et patriae liberationem Damianus
de Florentia fecit Anno Domini MCCGCCXV. Due cinta di mura
fanno parte della Rocca assai grande e ben difesa. Questa
Rocca fu costruita con una certa ricercatezza ed eleganza.
Le mura merlate recavano nella loro sommità un camminamento
detto anche cammin di ronda che in parte era in legno e
in parte in muratura. I merli erano sorretti all’esterno
da archetti; di essi rimangono solo gli sproni che li sorreggevano.
La
terza cinta di mura era la più alta perché nel davanti e
ai due lati era costruita su un dirupo e racchiudeva la
piazza d’armi. A questa si accedeva da tre parti: 1) Dal
villaggio per mezzo di una rampa di scale; 2) da destra
attraverso un ponte levatoio; 3) da sinistra per mezzo di
una strada carrabile. Sul davanti, a fianco della scala,
c’erano due torrette che si affacciavano sul villaggio.
Abbiamo la loro forma originale sopra un bassorilievo collocato
nell’architrave della porta d’ingresso dell’antico municipio
di Castel San
Niccolò.
Al
di sopra della piazza d’armi si trovava, nell’ ultima cinta
di mura, la parte più munita del castello. Essa, oltre che
ben difesa, era anche molto elegante per essere una Rocca.
Raffinatezza ed eleganza si possono osservare nella dimora
del Conte e in diversi Saloni di rappresentanza; robustezza
e solidità nel Cassero e nel Mastio.
Con
molta probabilità il Cassero è la
torre a sinistra ora squarciata dal di dentro. Da
questa torre parte una lunga traccia scavata nella pietra:
si pensa che fosse una specie di telefono interno per comunicare
in caso di pericolo. Un poco più sopra il Cassero iniziavano
gli alloggi del Conte. Molti di essi sono crollati ma lo
spazio rimasto fa ritenere che l’abitazione fosse ampia
e comoda. Rimangono invece abbastanza conservate
le mura esterne del Mastio, mentre l’interno ha avuto diverse
trasformazioni.
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