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 ACQUACOTTA DI MOGGIONA
 

Il nome lo dice: è un piatto povero. La chiamano così in varie parti della penisola: a Cascia come nella Maremma o nel nostro Casentino. Ognuno però la fa a modo suo e soprattutto con quello che la terra gli offre. L’acquacotta è infatti il piatto del boscaiolo, nel nostro caso del « bigonaio » di Moggiona e cioè l’artigiano che fa mastelli, barili e bigoni.

Per farla, una volta, bisognava avere due cose: il pane duro e una padella; il resto lo offriva quasi tutto il bosco. Ora l’hanno ingentilita e resa più saporita.

1/2 chilo di pane duro 1/2 chilo di cipolla

1/2 chilo di pomodori 3 salsiccie

pecorino grattugtato olio, sale e peperoncino

Mettete a soffriggere nella padella, con l’olio, le cipolle tritate grossolanamente. Quando le cipolle sono ben rosolate aggiun­gete i pomodori, il peperoncino, il sale e le salsiccie già cotte, spellate e tagliate e fettine.

Lasciate bene insaporire il tutto e all’ultimo aggiungete qual­che ramaiolata di brodo.

In una teglia non tanto alta mettete il pane tagliato a fette molto sottili e spargete sopra abbondante pecorino grattugiato. Versate il contenuto della padella sul pane e mettete nel forno molto caldo per un quarto d’ora.

(Casa Tassini)


 
 

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