|
E’
un piatto antico. Le cronache parlano addirittura di un
Re Carnevale dipinto dal Masaccio con una corona di fegatelli
in testa. L’affresco sarebbe stato fatto a Firenze in una
osteria di un certo oste chiamato Suria. E’ un piatto più
toscano che aretino. Arezzo però gli ha dato, nella
sua versione, una caratteristica tutta particolare della
razionalità della sua gente: gli ha tolto tutto quello
che c’era in più (alloro, salvia, vino) e gli ha
lasciato quello che era necessario (il finocchio). Il finocchio
infatti è aroma quanto mai digestivo e quindi indispensabile
ad un piatto la cui digeribilità non è certo
delle migliori.
Fegato di maiale gr. 400 rete di maiale sale, pepe, finocchio
selvatico.
Pestate un pò d’aglio, aggiungete sale, pepe e semi
di finocchio selvatico. Mescolate tutto molto bene e rotolateci
sopra dei pezzi piccoli di fegato di maiale. Involtate i
pezzi di fegato così insaporiti nella « rete
» (il peritoneo dell’intestino del maiale) passata
prima nell’acqua calda e infilate due o tre fegatelli in
un gambo di finocchio. Sarà la giusta porzione per
uno stomaco normale. Mettete tutti gli spiedini in una larga
teglia e cuocete in un forno piuttosto caldo.
Il fegato è difficile a cuocere perché se
non è al punto giusto o resta sanguinolento o diventa
duro. Grosso modo ci dovrebbe volere un quarto d’ora
ma tutto dipende dalla grossezza dei fegatelli e dalla tenerezza
del fegato.
|