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E
il dolce degli aretini anche se non è aretino. Non
è mai mancato sulle tavole dei matrimoni contadini
almeno fino a che non è invalso luso di andare a
comprare i dolci alle pasticcerie. Anche in questo caso
gli aretini hanno voluto dargli un nome tutto loro e, unico
caso nella loro gastronomia, hanno scelto un nome francese.
Gattò infatti è chiaro che viene da gateau
e lo hanno attribuito soltanto ad un tipo di dolce che i
toscani chiamano più semplicemente « salame
dolce ». Qui non si tratta di individuare la strada
da dove è arrivato ma piuttosto perché gli
aretini, che furono così fieri nel rifiutare la dominazione
francese e che pagarono così cara la loro ribellione,
si siano risolti in definitiva a scegliere per il loro dolce
preferito e solo per quello, un nome tratto dalla lingua
di un popolo che non gli ricordava certo momenti felici
della loro storia.
6 uova, carbonato di ammonio 20 gr.
zucchero 3 etti, burro 50 grammi,
alkermes 1/2 bicchiere, cioccolato fondente 50 gr.
farina 1 etto, latte qualche cucchiaio,
fecola 1 etto
Montate i tuorli con lo zucchero e a parte le chiare, a
neve. Unite chiare e tuorli e incorporate la farina molto
lentamente perché non si formino grumi, Aggiungete
il soffietto di carbonato di ammonio. Prendete una
teglia di una grandezza tale che il composto si possa distendere
in uno strato che non superi il centimetro di altezza. Sul
fondo della teglia mettete un foglio di carta oleata unta
di burro, versate il composto e infornate per 5 minuti in
un forno caldo a 25O°.
Tirate fuori dalla teglia. lo strato di pasta facendo presa
sui bordi della carta oleata che avanza e deponete,
carta e pasta, su un canovaccio umido disteso sopra una
tavola. Cospargetela di alkernes e sopra stendere la
crema di cioccolato. Se su una metà metterete il
cioccolato e sullaltra metà una comune crema pasticcera
o un leggero strato di panna, otterrete un ripieno più
vario al gusto e allocchio. Arrotolate la pasta aiutandovi
con la carta che farete man mano scorrere. Rifinite il rotolo
ottenuto con zucchero a velo o se volete fare una gran figura
mettetegli una camicia di panna montata.
(Ricetta di Renata Mondanelli proprietaria del forno a
Badia Prataglia)
LALBERGO DEL VAPORE IN CORSO VITTORIO EMANUELE - 1920
(Rinaldo Mugnai)
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