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E’
un antipasto che è cominciato ad apparire sulle tavole
delle casate nobili o benestanti dell’aretino nell’ottocento.
Arriva sicuramente dal nord e ha acquistato la nostra cittadinanza
probabilmente alla Tenuta del Borro che era allora di proprietà
di stretti parenti dell’imperatore Francesco Giuseppe.
Magro di lepre senz’osso gr. 250, un pezzetto di cipolla,
parmigiano grattugiato gr. 30, burro gr. 100, rossi d’uovo
n. 6, farina gr. 50, prosciutto gr. 20, latte 1/2 litro
Fate un battutino tritato ben fine con gr. 20 circa di
prosciutto e un pezzetto di cipolla, mettetelo al fuoco
con la metà del burro e con la lepre tagliata a piccoli,
pezzi salati.
Quando l’unto sarà quasi consumato e prima che la
carne rosoli, versate del buon brodo per tirarla a cottura.
Cotta che sia pestatela nel mortaio bagnandola col sugo,
poi passatela allo staccio.
Con la farina, col resto del burro e col latte, fate una
balsamella e quando sarà diaccia, frullate bene i
rossi d’uovo e mescolate ogni cosa insieme.
Mettete il composto in uno stampo. liscio con una carta
imburrata sul fondo e cuocetelo a bagno maria.
Servitelo freddo contornato e coperto di abbondante gelatina.
(Casa Droandi)
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