|
Quando
le serate nelle case di campagna erano lunghe e monotone,
quando la gente non aveva l’automobile e neanche la televisione,
l’unico sistema per renderle più allegre erano il
ritrovarsi "a veglia". A turno ogni casa ospitava
le famiglie dei dintorni. Si raccontavano le storie dei
"Paladini di Francia" si dicevano a memoria i
versi della "Gerusalemme Liberata" o, ancora più
facilmente in Casentino, quelli della "Divina Commedia".
Di solito le castagne « ballotte » ossia lesse
o «bruciate» e cioè arrosto insieme ad
un bicchiere di vino erano il segno dell’ospitalità.
Quando si voleva fare « rialto » allora c’era
la scottiglia. Un piatto che nasce dalla collaborazione
di tutti i partecipanti e senza bisogno dell’occhio della
cuoca presa, durante il giorno, dalle faccende dell’aia.
Ora, al solito, il piatto si è raffinato con un piccolo
ritocco: un fondo bruno di cucina che sostituisce il brodo
di una volta.
Per il fondo:
Ossa e Frattaglie di manzo o vitello 1 chilo
Vino bianco 1/2 bicchiere
Pomodori 50 grammi
Cipolla, aglio, carota, prezzemolo, sedano, basilico e
timo
Per la scottiglia:
Carni di tutti i tipi 1800 gr.
Vino rosso 1 bicchiere
Pomodoro 150 grammi
Cipolla, aglio, sedano, carota, prezzemolo, basilico,
peperoncino rosso, sale
Pane casalingo non salato
UNA BOTTEGA DI COLCITRONE - 1910
Ecco la ricetta del fondo:
Prendete ossa e frattaglie di vitello e di manzo e mettetele
a rosolare in un tegame a fuoco lento. Se dovessero colare
un pò di grasso buttatelo via. Fate un battuto non
troppo fino di cipolle, carote, sedano, aglio, prezzemolo,
basilico e timo e buttatelo nel tegame insieme alle ossa
e alle frattaglie lasciando che appassisca. Sfumate
con vino bianco e aspettate che questo evapori. Ci vorranno
circa venti minuti. Mettete quindi i pomodori o la salsa
di pomodoro sfatta in acqua calda e lasciate cuocere ancora
per circa mezz’ora. Aggiungete acqua, sempre calda,
fino coprire le ossa e le frattaglie e lasciate cuocere
per almeno quattro ore schiumando finché c’è
schiuma. Passate il brodo ottenuto con una tela rada e forte.
Ora si può fare la « scottiglia ».
Più carni avrete a disposizione e meglio riuscirà
il piatto. Attenti alla cacciagione perché potrebbe
dare un pò di sapore forte. Se non siete molto esperti
è meglio che per le prime volte non ce ne mettiate.
Prendete in ogni caso manzo, maiale, pollo, faraona, agnello,
coniglio, tacchino, anatra, ocio e chi più ne ha
più ne metta. Tagliate in pezzi piuttosto grossi
la carne e rosolatela su un tegame piuttosto alto a fiamma
viva senza assolutamente aggiungere olio.
Fate un battuto di sedano, carota, cipolla, prezzemolo
e basilico, aggiungete con generosità peperoncino
rosso e buttate il tutto sulla carne lasciando appassire.
Sfumate quindi con vino rosso e fate evaporare per circa
venti minuti. Ritirato il liquido di cottura mettete i pomodori
tagliati. Lasciate di nuovo ritirare e poi cominciate ad
aggiungere il fondo bruno che avrete già preparato
magari il giorno prima. Fate cuocere molto lentamente. Ci
vorranno circa 3 o 4 ore. In ogni caso la carne si deve
poter staccare dalle ossa con la sola forchetta. Un’altra
accortezza deve essere quella di ultimare la cottura con
abbastanza sugo da consentire alle fette di pane abbrustolite
che metterete sotto, nel piatto di portata, di prendere
abbastanza sugo da diventare morbide.
|