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Insieme
con il « pan di lepre » è un’altra ricetta
delle mense delle casate nobili o delle famiglie benestanti
aretine dell’ottocento. Quale sia la strada che ha
fatto questo piatto per arrivare ad Arezzo non si sa
ma probabilmente ha fatto la difficile strada del valico
dei Mandrioli. Gli sformati o i « flan »di verdure
hanno infatti una paternità ben precisa: i cuochi
franco-viennesi che lavorarono alla corte di Maria Luigia
di Parma. Gli aretini l’ hanno amorevolmente adottato coprendolo
con una camicia fatta dal loro antichissimo cibreo adattato
per l’occasione ai tempi e alla verdura con la quale si
sposa.
Spinaci 1/2 chilo cipolla, pepe, sale, parmigiano grattato,
5 uova, latte 1/2 litro, burro 50 grammi,
noce moscata, farina 50 grammi,rigaglie di pollo 300 grammi,
vinsanto un bicchierino
Scottate appena, mezzo chilo di spinaci. Scolateli bene
e tntateli finissimi. Meglio se li passate. Fate una
balsamella molto ricca o poco tostata. Aggiungetela
agli spinaci insieme a quattro uova e molto parmigiano.
Mettete il composto in uno stampo imburrato e cuocete a
bagno maria per un’ora e mezzo. Sformate a freddo. Riscaldate
ancora lo sformato e versateci sopra il cibreo che avrete
fatto così:
Tagliate a pezzetti molto piccoli le rigaglie del pollo
e infarinatele leggermente. Mettetele quindi in un tegame
dove avrete fatto rosolare nel burro della cipolla tagliata
a fette molto sottili. A mezza cottura aggiungete pepe e
vinsanto. I fegatini non devono cuocere più di dieci
minuti.
A cottura utimata togliete dal fuoco e incorporate un rosso
d’uovo sbattuto. Se fosse necessario anche un goccio di
brodo.
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