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 TORTELLI
 

Il nome è antico ma il ripieno no. Il nome infatti si trova negli epulari del XIV sec. ma ancora prima nelle «Costituzioni »dettate intorno al 1080 dal Beato Gregorio IV, priore di Camaldoli, il ripieno invece, e cioè le patate, è un tipico cibo dell’800. La patata arrivò in Europa dall’America verso la metà del 1500 ma ci volle Parmentier, agronomo e chimico, prigioniero di guerra in Prussia, sopravvissuto dopo una dieta esclusiva di patate, per proclamare questo tubero, in una seduta all’Accademia di Besançon tenuta nel 1771, « pianta che può supplire alla nutrizione dell’uomo in tempo di carestia ». Fu quindi l’800 che vide diffondersi la patata soprattutto in Francia e in Italia. I tortelli sono un piatto povero tipico delle zone dell’alto Casentino e cioè della montagna. Si fanno in due maniere: al forno o lessi. La prima versione, a parte il ripieno, conserva il ricordo della sua forma più antica, la se­conda è l’adattamento all’ambiente dei ravioli che ci arrivano dal nord attraverso la confinante Romagna. Questi ultimi in qualche centro, sempre del Casentino, prendono il nome di « àgnoli » confermando così la tesi che non sono una copia di una ricetta del settentrione ma una preparazione che, con le debite modifiche, è diventata piatto tipico di una zona.

farina gr. 400 patate gr. 400 formaggio, lievito di birra gr. 25 conserva di pomodoro, olio, aglio, cipolla, peperoncino, noce moscata, sale

Impastate la farina con il lievito che avrete sciolto in un bicchiere di acqua tiepida; aggiungete un pizzico di sale e lavorate bene. Formate una palla, mettetela in una scodella con un panno e lasciatela lievitare per due ore in un luogo tiepido. Tirate quindi una sfoglia molto sottile e tagliatela a rettan­goli di circa 20 centimetri per 15. Riempite quindi i rettangoli con questo ripieno:

Lessate le patate e passatele come si fa per il puré. A parte fate un soffritto con olio, aglio, poca cipolla, una punta di peperoncino e un odore di noce moscata. Quando il soffritto ha preso colore aggiungete un po’ di conserva di pomodoro sfatta nell’acqua calda e fate ritirare per circa un quarto d’ora. Versate questo sugo sulle patate, aggiungete abbondante formaggio grattugiato e amalgamate il tutto.

I rettangoli di pasta devono essere chiusi per il senso della lunghezza e ai due lati estremi.

Cuocete in forno da pane pochi minuti. Sarà bene sorvegliare la cottura perché la pasta è sottile e non deve bruciare.

Se li volete fare asciutti la differenza è solo nella pasta che è una normale sfoglia senza lievito e nella grossezza che deve essere quella dei ravioli. Il ripieno è lo stesso. Lessateli e, scolati, conditeli con burro e parmigiano o con sugo di pomodoro.

(Ricetta di Paolo Paoli, pasticciere dl Badia Prataglia)

 
 

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