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Da
metà degli anni 70 Andrea Barghi comincia a fotografare la
natura con una Zenith –E- regalatagli da un suo amico
d’infanzia nel giorno del suo matrimonio. Nel breve
volgere di pochi anni abbandona il lavoro "sicuro"
e inizia la carriera di fotografo conoscendo le , alle quali dedica le sue
prime sensazioni. Affida le sue prime immagini alla
"Panda Photo" di Roma (agenzia specializzata in
reportage naturalistici) con la quale continua tutt'oggi a
collaborare. Man mano che le sue foto vengono pubblicate si
specializza su monasteri e conventi dove instaura un
duraturo rapporto di amicizia con i monaci di Camaldoli
ed in particolare con dom "Salvatore
Frigerio" con il quale darà vita, negli anni a
venire, a pubblicazioni e audiovisivi multimediali. Da
quegli anni inizia in collaborazione con "Piergiorgio
Pazzini" (della Pazzini
Stampatore Editore di Verucchio Forlì) una lunga e
interminabile produzione di calendari e cartoline che ancor
oggi continua e le sue foto, ormai conosciute da un pubblico
sempre più vasto, appaiono su prestigiose riviste italiane
quali "Airone",
"Oasis", "Natura Oggi", "Specchio
della Stampa" "I Viaggi Di Repubblica", "Fotografia
Reflex", "Il
Carabiniere" ecc. Grazie agli amici
Salvatore Frigerio e Giovanna Gorgeri, Barghi conosce il
pittore fiorentino "Silvestro
Pistolesi" con il quale scopre di avere
affinità elettive instaurando una profonda e duratura
amicizia. Le atmosfere che vivono nei quadri dell'amico
pittore influenzano talmente il fotografo che percorrerà
una strada tutta nuova nell'approccio con la natura
esplorando mondi che lo portano a conoscere la Penisola
Scandinava. Quella terra sarà per lui una
costante che ogni anno lo condurrà alla scoperta di luoghi
sempre più irreali e fantastici. Frattanto iniziano le
prime mostre che subito hanno successo e vengono pubblicati
i primi libri. Sul finire degli anni '80 esce il libro "Foreste
Casentinesi" (edizioni D.R.E.A.M
Italia) e il suo archivio contiene già 30.000
diapositive riguardanti in gran parte paesaggi, ambienti e
animali selvaggi dell’appennino italiano ed in particolare
delle Foreste Casentinesi (suo luogo preferito ancora oggi).
Da quel momento Andrea Barghi sente il bisogno di dedicarsi
ancor più al reportage e agli ambienti culturali e storici
d’Europa e infatti, gli anni novanta lo vedono
protagonista nelle riviste specializzate con servizi su Norvegia,
Svezia,
Finlandia,
Croazia
ecc. Sue sono le immagini che corredano la maggior parte dei
libri sui monasteri camaldolesi, sul Santuario
della Verna e sull’abbazia di Vallombrosa
che fanno bella mostra di se nelle migliori librerie. Dal
1990 inizia a fare corsi sulla fotografia e su tematiche
ambientali in varie citta italiane. Questo lo porta a tenere
corsi specifici nelle scuole a insegnanti e alunni e L'ente Parco
delle Foreste Casentinesi spesso gli affida incarichi
riguardanti la visione poetica della natura attraverso
l'obiettivo. Nel ‘92 esce il libro di poesie "Linfa
Vitale" edito dalla "Pazzini
Editore" che viene accolto molto bene sia dalla
critica che dal pubblico (infatti nel giro di sei mesi il
volume è introvabile perché esaurito). Dopo questo
successo le sue mostre sono ospitate in varie città
italiane e una di esse varca l'oceano per essere esposta al
"Centro Indira Ghandi di Nuova Delhi". Nel 1993 il
fotografo espone una mostra con pannelli retroilluminati dal
titolo "Ciclo
Vitale". Grazie
a quelle "immagini-luce", come dirà da quel
momento in poi l'amica giornalista Giovanna Gorgeri, Barghi
riceve l'incarico dai frati del santuario della Verna di
riprendere, attraverso la sua sensibilità, le atmosfere che
aleggiano attorno al santuario e per realizzare il libro "Come
uno scrigno" interpretando le opere dello
scultore "Nado
Canuti"
situate all'interno della cappella delle Stimmate. I Frati
editano, sempre con le immagini di Andrea Barghi, anche una
guida in 5 lingue oltre a innumerevoli cartoline. Sempre
nel' 93 l'artista toscano è impegnato come fotografo
ufficiale dei camaldolesi quando il Santo Padre visita
privatamente l' Eremo
di Camaldoli.
Questo fatto lo porterà a Roma anni dopo dove, con l'amico
Pistolesi e su espressa richiesta del cardinale Sticler,
ritrarrà il Papa in Vaticano. Dal ’94 inizia la
collaborazione con l'ente Parco
Nazionale delle Foreste Casentinesi e dalla
primavera del ’95 pubblica la sua prima copertina
internazionale per la rivista "Sherwood"
e da quel momento ne "firmerà" tutte le
copertine. Sempre nel '95 Andrea Barghi è autore della
maggior parte delle foto che corredano la "Guida del
Casentino" (tra le quali spicca la foto di copertina)
edita dalla Comunità Montana del Casentino e, la vicinanza
del maestro Pistolesi
fa si che nel ‘96 il fotografo decida di esplorare il
mondo del ritratto ed in particolare l'universo femminile.
Apre quindi uno studio fotografico dove predilige fermare le
sue emozioni con il grande formato utilizzando una "Linhof
Technikardan 10"x12"
e pellicole Agfa.
Aiutato dalla grande amica "Lella";
sua modella preferita nonché Musa
Ispiratrice,
da vita a mondi ora reali, ora immaginari, ora fantastici.
Quel binomio le porta fortuna poiché nascono progetti tra i
quali il calendario "Duchka"
che uscirà nel 2000. È del 1996 anche l'impegno di
fermare su pellicola le emozioni che riceve dalla piece
teatrale "Il
Freddo".
La ricerca svolta piace moltissimo al regista
Livio
Valenti e all'attore
Piero
Baracchi che permettono al Barghi di avere il
nome sul manifesto: inutile dire che con i due artisti il
fotografo stringerà amicizia.
Il ‘97 inizia bene poiché, l'amicizia che lo lega ai
monaci Camaldolesi gli permette di immortalare nel giorno
del suo 44° compleanno la Cometa
Hale-Boop: con alcune di quelle sensazionali
immagini verranno stampati poster e cartoline che faranno il
giro del mondo. A Marzo è chiamato a documentare la
processione storica "Lu
Signore de li Fasci" dalla
"Confraternita" di Pietraperzia in provincia di
Enna. Nel giugno l'artista toscano espone più di 500
immagini nella sua retrospettiva 77/97 "Al
di qua delle nuvole" al centro visita del
"Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi" in
Stia presso Arezzo, dove appaiono i primi lavori con "Lella"
che le permettono di ricevere commissioni su ritratti e
calendari in bianconero. Durante il periodo della mostra
esce il libro "Femmine"
(edito dalle "Edizioni
Fruska") nato dall'esperienza in studio con
la sua Musa
Ispiratrice e inizia la collaborazione con la
rivista internazionale "Ecclesia". Il '97 è anche
l’anno in cui un altro suo sogno nel cassetto si realizza:
collaborare fotograficamente con musicisti per la
realizzazione di copertine e libretti illustrativi di cd
musicali. Le prime immagini appaiono sul cd
"L'Aura" del compositore Alessandro Grego"
che verrà pubblicato nell'agosto 99 e su cd del flautista "Roberto
Fabbriciani" Dal ‘98 inizia un lungo impegno di
collaborazione con la casa di edizioni multimediali "Parsec"
di Reggio Emilia con la quale pubblica "Il falco, il
cervo, il lupo - la natura selvaggia nelle foreste
Casentinesi -". Sempre nel 1998 La regione Umbria in
collaborazione con la "Lega Ambiente regionale"
gli da incarico di fermare le emozioni che riceve
fotografando gli alberi monumentali che arricchiscono le
foreste della regione stessa. Verranno utilizzate per la
pubblicazione del volume "L'Umbria
degli Alberi" che vedrà la luce nel novembre
‘99; anno che inizia con pubblicazioni di immagini di
natura, brochure, calendari e altri progetti realizzati con
la "PazziniEditore",
divenuta ormai la sua casa editrice di fiducia. I primi mesi
del '99 lo vedono impegnato nell'abazia di Vallombrosa per
la realizzazione di immagini che correderanno il
libro-Strenna, "Vallombrosa"
- Santo e meraviglioso luogo -, edito dalla Banca
Toscana che sarà pubblicato nel dicembre dello stesso anno.
Nel mese di marzo esce in tutto il mondo il cd musicale: "Ennio
Morricone; La musica, Il cinema" che
contiene foto di Barghi e, nei mesi successivi:
"Ottavino Venti" il cd musicale del flautista "Roberto
Fabbriciani" sempre accompagnato con foto
dell'artista toscano. A fine 99 il pittore Pier Paolo
Lorenzini in arte "Cotte"
gli commissiona la riproduzione delle sue opere pittoriche
per rappresentare il catalogo "Da
Sempre Niente" che verrà pubblicato nel periodo
Natalizio. Nel 2000 le cartiere Burgo pubblicano in tutto il
mondo "
l'Enciclopedia della carta Burgo" rappresentata
esclusivamente da foto della penisola scandinava eseguite da
Andrea Barghi con la Fujca GX617. La brochure edita in
cinque lingue comprende un accurato curriculum dell'artista
toscano. La "Pazzini Stampatore Editore" in
collaborazione con l'Agfa Film e le cartiere Burgo edita il
calendario "Duchka";
rigorosamente con foto bianconero e tiratura limitata,
distribuito in tutto il mondo. Un'opera sulla femminilità
dove Andrea Barghi con Lella,
sua Musa
Ispiratrice, danno vita ad un universo femminile oggi
dimenticato. E' l'opera che consacra Barghi artista
eccletico. Il 2000 vede inoltre il fotografo toscano
impegnato nella realizzazione della Brochure "L'appennino
Romagnolo visto da Andrea Barghi" commissionategli
dalla
Comunità Montana dell'Appennino Cesenate. Il piccolo
libro verrà presentato alla stampa il 22 dicembre 2000. Per
questo lavoro, che vede la collaborazione delle quattro
comunità montane romagnole, verrà realizzato un video
comprendente la conferenza stampa che Barghi ha rilasciato
in occasione della presentazione della Brochure e le foto
che l'artista ha eseguito. Fanno da sottofondo musiche di
miti quali Beatles e
Rolling Stones ma anche brani di Nicola
Barghi, cantautore emergente e figlio del famoso
fotografo: tutta l'operazione promozionale è stata curata
dall'agenzia Prima Pagina. Per gli anni a venire c'è in
progetto un libro sulla femminilità in collaborazione con
la sua amica "Lella",
un libro sui "Beatles"
scritto a quattro mani con lo scrittore Maurizio
Grasso, ritratti d’autore, copertine di cd musicali,
calendari naturalistici, Brochure
internazionali e reportages in giro per l’Europa. |